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Aprire un bar: che cosa serve?


 

Moltissime persone hanno un sogno nel cassetto “quello di aprire un bar”, un’attività che se riesce, impegna per una vita il proprietario ma offre anche tante soddisfazioni. Ovviamente, quando si parlare di aprire un bar, non è certo un investimento bassissimo. Ci sono molti elementi da considerare, come la ristrutturazione dello spazio e il suo arredamento. Iniziate a scegliere il tipo di esercizio pubblico: tipo A ristorazione, tipo B somministrazione di bevande o tipo D per i bar dove è esclusa la somministrazione di bevande alcoliche.

Ecco i requisiti per l’apertura di un bar:

-maggiore età

-obbligo scolastico assolto

-aver frequentato corsi professioni riguardanti attività di somministrazioni di alimenti e bevande

Non parliamo dei bar già aperti, che nella maggior parte dei casi, hanno un costo davvero troppo elevato per le aspettative di un giovane. Iniziate a contare sui vostri risparmi e solo successivamente, considerate il finanziamento bancario, ma preparatevi a interesse elevati sul capitale prestato. Il nostro consiglio è quello di chiedere credito a società come Confesercenti o Confcommercio, che spesso offrono delle linee di credito a tassi più vantaggiosi.

Se scegliete di acquistare un bar in vendita, Controllate le eventuali macchie di umidità, potrebbero rivelare problemi all’impianto idraulico che ci costringerebbero a spaccare muri. Spostate mobili e freezer per guardare anche dietro. Fatevi spiegare come sono posizionate e dove scaricano le fosse biologiche, se presenti.

 

Esiste anche un tipo di finanziamento particolare per aprire un bar: il leasing. Si tratta di una forma di finanziamento molto utilizzata dalle aziende. Il concetto con cui funziona è quello per cui un’azienda, nel nostro caso un bar, ha bisogno di acquistare un bene, diciamo l’arredamento, e vuole finanziarlo. Per farlo con il leasing il bar fa acquistare l’arredo a una società di leasing.

Il bene acquistato dalla società di leasing, viene prestato al bar, sottoforma di un canone e solo alla scadenza del contratto, chi usa il bene ha la facoltà di acquistare il bene stesso, con una maxi rata finale. La noia più importante, arriva al momento dell’acquisto dell’arredamento, un tasto dolente per tutte le persone che decidono di aprire un’attività.

Infatti, se si parla solo di arredamento, senza includere prodotti pregiati (tipo granito e cose simili) il costo compreso di frigoriferi, lavastoviglie e tutto quello che occorre si aggira intorno ai 40/60.000€. Un investimento non da poco, se si calcola che si parte dal nulla, ma questi sono i costi approssimativi per aprire un’attività.

A questo costo, va aggiunto il costo del locale ad uso bar, che può partire da un minimo di 100.000€ ed aumentare in base alla zona in cui si sceglie di aprire la propria attività. Infine non dimenticatevi, che oltre a questi costi vanno aggiunti:

-costi per latte, caffè e altro per i cappuccini

-costi per il personale

-costi luce, gas e acqua

-costi per telefono

-costi per spese di commercialista e amministrative e infine costi per pubblicità.

Lanciatevi in questo sogno, solo se avete la giusta preparazione e professionalità, altrimenti fatevi

aiutare da qualcuno che sia più esperto di voi.

 

A cura di

Sara Papis

Web Writer Freelance

www.sarapapis.com

 

 
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